Piccole fiabe senza importanza

Una volta il toro alla corrida si ruppe un corno.
Poverino il toreador non poteva più toreare!
Così entrarono le mucche per portare via il toro.
Da quel giorno i tori si rompono le corna per andare con le mucche.

C’era un cavallo di pezza bellissimo, tutto colorato.
Girava il mondo perché voleva vederlo tutto.
In ogni paese comprava un pezzo di stoffa nuovo e se lo cuciva addosso.
Restò bello e colorato. Ma tornò molto cambiato.

Una piccola stella si lamentava delle sue dimensioni.
Diceva che era piccola in confronto ai pianeti più sperduti.
Ma che sollievo quando durante una tempesta solare,
una bimba la prese nella mano e la tenne al sicuro.

In una foresta di parole e colori
le foglie soffiano storie che arrivano da lontano.
Sono viaggi, avventure e cose così.
Giochi, risate, rischi e persino accidenti.
Anche perdersi è un gioco.
Ci si vede nel bosco. Sotto il grande albero.

Il Caffésauro è un tipo molto sveglio.
Non dorme mai. Ed è anche molto nervoso.
Lo infastidisce soprattutto il Savoiardosauro.
Perché è molto invadente.
Si presenta ogni mattina per fare colazione.
Prima fa il duro: eeehhh ma qui comando io!
Poi dopo un po’ si scioglie dalla paura.

Il Savoiardosauro è una pastafrolla.

Il Supermegagigaterribilesauro mangia tutti!
Ha un corpo piccolissimo e una bocca enorme.
Così enorme, ma così enorme che dorme dentro la sua bocca.
Non chiedetemi come fa.
Ha paura solo del temibilissimo Minidolcepiccolotenerosauro.
Così piccolo, ma così piccolo che si infila nei denti
del  Supermegagigaterribilesauro e da lì sferra i suoi attacchi.
Allora il Supermegagigaterribilesauro non ha che una speranza.
Strappare, dalla montagna più alta del mondo, l’albero più alto del mondo.
E con quello spazzare via i Minidolcepiccolotenerosauro dai suoi denti.

Mezzogiorno di fuoco.
Io faccio più paura! – disse il Maestrosauro.
Io faccio più schifo! – replicò il Cavolfioresauro.
Io urlo di più! – insistette il Maestrosauro.
Io puzzo di più! – ribatté il Cavolofioresauro.
Io faccio zittire tutti! – incalzò il Maestrosauro.
Io faccio vomitare tutti! – concluse  il Cavolfioresauro.
E se ne andò, trionfante. L’aveva scampata ancora una volta.
Anche quel giorno nessuno lo avrebbe mangiato.

Neanche il famelico Maestrosauro.

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