Faremo a meno del Padrone Nero.

Sid Micius non perde tempo con analisi sterili sul conflitto sociale.
Annusa l’aria e lo guida l’istinto.
Sabato 15 ottbre, Sid Micius era a Roma, il suo posto era là.
Ha visto.
Ha visto una massa immensa di sofferenti che vivono la crisi sulla propria pelle.
Li ha visti combattivi, solidali, pieni d’energia e speranza.
Disposti a farsi arrestare, picchiare, denunciare e processare per difendere il bene comune che è la nostra stessa vita, ormai.
Poi ha visto piccoli gruppi di infiltrati, c’erano anche loro con scritto sulla fronte ‘sbirri’.
Ha visto i fascisti di Colle Oppio stazionare tra via Cavour e Fori Imperiali con il volto travisato: gli amici di Alemanno.
Ma quello che gli ha fatto più male è stato vedere tanti gruppi di ‘neri’, di sedicenti compagni, che si facevano scudo del corteo per rivendicare un’urgenza.
Quella del potere.
Una donna gli urlava: “Possibile che io debba sempre stare sotto a qualcuno? Sempre sotto al potente di turno? Il capo in ufficio? E voi qui in strada? Come devo fare? Cosa devo fare per far sentire la mia voce? C’è sempre un potente che la zittisce”.
Provate a dirle qualcosa.
Loro l’hanno fatto: minacciandola con i loro bastoni, le loro armi, le loro bombe carta.
Molto più pericolosi dei celerini.
Molto più prepotenti.
Questa è la realtà: i deboli, gli umili, gli ultimi sono sempre ostaggi di pochi: ma sempre ostaggi di qualcuno.
Ed eccoli i potenti vestiti di nero.
Potenti perché violenti, armati, contro la massa, contro il popolo.
Pronti a mettersi in bocca il nome di Carlo Giuliani.
Carlo difendeva il suo corteo, non l’aggrediva.
E ditemi ‘compagni’ dov’è il legame sociale con noi altri?
Dov’è la solidarietà? Dov’é l’appartenenza?
Urgenza di potere.
Questo mostrate con i vostri sassi.
Nulla di più.
Urgenza di prevaricare il prossimo.
Rinnovando tristemente la violenza su cui si basa questo sistema maledetto.
Non cecità politica.
Non ‘compagni che sbagliano’.
Ma la futura classe dirigente e padronale.
In una parola: nemici di classe.
E così ora ci chiedono omertà, ci chiedono di continuare a nasconderli.
Nascondetevi, se ne siete capaci.
Non ci riguarda. Non è compito nostro né denunciarvi né nascondervi: solo spazzarvi via come vorremmo spazzar via ogni padrone infame.
Questo è quello che Sid Micius pensa di pancia.
Di testa, invece, sposa in pieno l’analisi fatta dai Centri Sociali delle Marche.
Niente paura dunque.
Ricominciamo da dove siamo stati interrotti.

Una canzone adatta all’occorrenza:

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